Hancock ai tempi dei Social Media

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Avete mai sentito parlare di Hancock ? beh, per chi non lo conoscesse, è un film del 2008, diretto da Peter Berg (Cose molto cattive e Friday Night Lights) ed interpretato da Will Smith.

Ma di cosa parla ? è la storia di un supereroe sui generis che, costantemente ubriaco e sofferente di una forte amnesia, cerca di adempiere al proprio dovere provocando, spesso, più danni che benefici.

Hancock è il classico anti-eroe, politicamente scorretto e per niente orientato al prossimo, d’altronde lui salva le persone per alimentare il proprio ego, un po’ come quei decerebrati che sono disponibili ad aiutarti solo per godere dell’immagine taurina e soddisfatta che lo specchio gli riflette.

La particolarità di questa storia, però,la si comprende verso la metà del film, quando si scopre il rapporto tra il protagonista e la sua metà femminile (interpretata dalla sempre bellissima Charlize Theron) : loro non sanno cosa sono, ma sanno di essere stati costruiti in coppia, in modo che i poteri di cui sono dotati si annullino quando sono vicini e, al contrario, si amplifichino, in caso di lontananza

Riflettete su questo aspetto : stare vicini annulla la loro forza rendendoli vulnerabili.

E’ un fenomeno che vedo spesso : quando lavoriamo per conto nostro, senza condividere nulla, con la convinzione di non aver bisogno di un rapporto con i nostri colleghi e/o i nostri clienti, noi siamo  esattamente come Hancock è in realtà : dei supereroi, rozzi, difficili da sopportare e con il rischio latente di sbilanciare il risultato dalla parte dei danni, nonostante le buone intenzioni.

Quando invece ci avviciniamo e permettiamo al confronto di essere parte integrante della nostra giornata, veniamo messi di fronte alla possibilità di creare qualcosa di incredibilmente importante.

Mettere sul piatto le nostre competenze, ascoltare quelle dei professionisti che abbiamo di fronte, condividere un’esperienza raccontandone il percorso, ci rende migliori, perché attiviamo una fase di Listening che normalmente dedichiamo solo alle richieste dei clienti (sempre che il nostro ego abbassi il volume).

Diventiamo anche vulnerabili ? certo, ma è questo aspetto che, secondo me,  ci permette di crescere : spogliarsi del proprio “io” favorendo la nascita di un “noi”, essere umili, sono ingredienti essenziali per la nostra formazione professionale; al contrario, porsi come gli unici depositari di chissà quale verità, ci impedisce di progredire, tanto nella vita, quanto nel lavoro.

Questo modus operandi l’ho ritrovato frequentando l’ambiente dei Social Media Manager, dove, con le dovute eccezioni, c’è una naturale propensione alla condivisione come mezzo attraverso il quale migliorare le proprie competenze.

Nulla è scontato, allo stesso tavolo si siedono i Guru (o ‘Nguru che dir si voglia) e chi, come me, arriva da esperienze diversificate in ambito tecnologico; in questo contesto tutte le opinioni sono importanti ed ogni discussione alimenta la crescita, perché c’è sempre da imparare.

Il punto è che il mondo è cambiato, negli ultimi anni a velocità incredibile, e non tutti sono riusciti ad adeguarsi, alcuni per motivi di tempo, altri perché non hanno compreso fino in fondo le potenzialità di un sistema in evoluzione (oppure non hanno trovato una figura che è stata in grado farglielo capire), altri invece, i peggiori, reputano inutile il cambiamento, perché loro “stanno bene così”, sono supereroi, ed i supereroi, si sa, indossano le mutande sopra i pantaloni.

Per cui, mi chiedo : a cosa servono i superpoteri senza l’ingrediente magico della mediazione ? E se attraverso la condivisione riuscissimo a trasformare questa forza da distruttiva a costruttiva ?

Quando ho rivisto questo film, giorni fa, ho avuto chiara l’immagine di questa metafora al contrario, dove l’amore e la vulnerabilità generati dalla vicinanza dei protagonisti mi hanno riportato alla mente la magia della crescita che scaturisce dall’unione in campo professionale.

Oggi, per fortuna, esiste un sottobosco di professionisti che hanno ben compreso l’importanza della collaborazione, sono lì tutti i giorni a stimolare, pungolare discussioni con l’unico obiettivo di fare rete ed attraverso questa divulgare contenuti propri e di altri con un unico scopo : “sharing of knowledge”.

Questo è essere squadra signori miei. Perciò, o noi risorgiamo adesso, come collettivo, o saremo annientati individualmente. E’ il football ragazzi, è tutto qui. Adesso, che cosa volete fare ?” – Al Pacino (Any given Sunday)

Vi chiederete il perché di questi riferimenti cinematografici, la risposta è semplice : il cinema è la vita, quella di tutti i giorni, le nostre emozioni, i nostri ricordi e non c’è metafora migliore di quella cinematografica.

E come in ogni film che si rispetti, arriva il momento in cui il protagonista deve prendere una decisione, quale supereroe vuoi essere ? il solitario Hancock oppure diventare uno degli Avengers ?

Io la mia scelta l’ho fatta, voi ?

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8 pensieri riguardo “Hancock ai tempi dei Social Media”

  1. Ciao Raffaele, questo post, scoperto all’interno di #adotta1blogger, mi ha subito incuriosita, perché, lo ammetto, dopo aver rivisto il film, ho pensato di scrivere un post a riguardo, ma ho tempi di gestazione piuttosto lunghi. E mi è piaciuto molto.

    «Quando invece ci avviciniamo e permettiamo al confronto di essere parte integrante della nostra giornata, veniamo messi di fronte alla possibilità di creare qualcosa di incredibilmente importante.»

    Questa frase ha racchiuso per me il senso di tutto quanto il film e, anche, in un certo modo, del tuo post. Non possiamo escludere la vulnerabilità, ma riconoscerne la portata per poter crescere. Insieme.

    Grazie per la tua riflessione, Raffaele!

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    1. Ciao Emma, ti ringrazio per le parole che hai speso, vuol dire che sono riuscito a far arrivare il mio messaggio.
      Credo molto nella condivisione ed ho colto l’occasione di associare questa metafora al contrario a quello che vedo tutti i giorni.
      Oggi la portata della nostra professionalità passa inevitabilmente dal confronto.
      Grazie ancora, Emma 🙂

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  2. Il confronto è la vera arma per crescere sia come persone che professionalmente e visto che siamo in vena di citazioni ti dico anche che “Nessun uomo è un’isola”.

    “a cosa servono i superpoteri senza l’ingrediente magico della mediazione ?”

    A niente o forse a fare i danni, hai ragione quando dici che il mondo è cambiato e chi non si adegua ai cambiamenti, chi non evolve, è destinato a sparire.

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  3. …orgogliosa di te!
    l’entusiasmo che ti caratterizza in questo nuovo campo è forte, concetto estendibile anche ad altre sfere del nostro vivere quotidiano…quindi ulteriori spunti di riflessione!

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